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Per innumerevoli studenti e studiosi queste brevi parole evocano preziosi ricordi dell'inesauribile pazienza e cortesia usata dallo scavatore di Pithekoussai con tutti i visitatori, anche sconosciuti, e del piacere ch'egli ha sempre mostrato nello scambiare informazioni e idee con i colleghi.
E i colleghi dovranno ammettere, in tutta sincerità, di aver sempre appreso da lui più di quanto non gli abbiano insegnato. Un altro degli autori che hanno collaborato a questo volume, Oswyn Murray, lo definisce molto acutamente come "un uomo che per la sua modestia e generosità è diventato per tutti un amico".
Come è noto, gli uomini
modesti e generosi raramente riscuotono gli onori che
meritano, e raramente - ed è il caso del Nostro -
gradiscono l'attenzione che si accompagna agli onori.
Ai
curatori di questo volume è sembrato tuttavia
impensabile di lasciar passare l'ottantesimo genetliaco
di Giorgio Buchner senza esprimergli in alcun modo la
generale ammirazione, l'affetto e la gratitudine. Ma come
riconoscere il valore di tanta impresa, e di tale uomo?
Abbiamo scelto la forma del Festshrift a tema, puntando su un tema in particolare che i meticolosi scavi di Giorgio Buchner a Pithekoussai hanno contribuito più di ogni altra cosa a definire nei termini validi per la nostra generazione. Il risultato costituisce il primo tentativo cosciente e concorde di affrontare la sfida che la vita e l'opera di Giorgio Buchner presenteranno a lungo. Ci auguriamo che non gli dispiaccia, anche se ci rendiamo perfettamente conto che ancora una volta egli apprenderà dal nostro sforzo meno di quanto noi tutti abbiamo appreso e continuiamo ad apprendere da lui.
David Rdigway e Bruno d'Agostino
(dalla Presentazione degli "Scritti in onore di Giorgio Buchner" - Annali di Archeologia e storia antica - Nuova Serie N° 1/1994 - Istituto Universitario Orientale di Napoli)
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