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Dopo la visita alla Sezione Preistorica del Museo (sala 1), si consiglia di riprendere il percorso di visita dalla sala 2 dedicata, con le successive sale 3 e 4, alla colonia greca di Pithecusae. Qui il materiale archeologico è esposto in modo da illustrare i diversi aspetti della vita e della attività dei coloni greci che sbarcarono ad Ischia intorno al 770/760 a.C., la cui prosperità era fondata sul commercio, sull'industria metallurgica e sulla produzione di ceramica. Relazioni commercialiLe relazioni commerciali che Pithecusae (in greco, Pithekoussai) intratteneva durante la seconda metà dell'VIII sec. a.C., documentate da oggetti importati, spaziavano dal vicino Oriente a Cartagine, dalla Grecia alla Spagna, dall'Etruria meridionale alla Puglia, alla Calabria ionica e alla Sardegna. In nessun altro sito greco, della Grecia stessa come delle sue colonie, si sono trovati oggetti provenienti da un così vasto ambito geografico. Quali fossero le merci principali oggetto delle attività commerciali dei Pitecusani rimane tuttavia incerto, ed è al riguardo possibile fare soltanto delle ipotesi, giacché i numerosi reperti importati, rinvenuti nei corredi tombali e negli scarichi delle abitazioni, non rappresentano certo gli oggetti principali degli scambi ma costituiscono, in buona parte, soltanto oggetti più o meno casuali dell'accompagnamento funerario. Essi forniscono tuttavia elementi di conoscenza preziosi, perché ci indicano le regioni, prossime o remote, con le quali Pithecusae intratteneva relazioni commerciali durante la seconda metà dell'VIII sec. a.C., periodo che corrisponde al maggiore sviluppo dell'insediamento. Materiali importati - oggetti esoticiDall'inizio del VII sec. a.C., infatti, gli oggetti importati spariscono, ad eccezione di alcuni tipi di ceramica, meno significativi come indizi di rotte commerciali perché importati dovunque, come quella di Corinto e, più tardi, quella di Atene.
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